PERCHE' MONITORARE QUESTI CONTAMINANTI

Le strutture aeroportuali emettono in atmosfera svariate sostanze che contribuiscono alla variazione delle concentrazioni atmosferiche di alcuni contaminanti. La maggioranza di queste sostanze sono prodotte da sorgenti basate sulla combustione di derivati del petrolio come:

  • Il traffico aeromobile. I motori a propulsione degli aerei emettono principalmente ossidi di azoto (NOx), monossido di carbonio (CO), composti organici volatili (COV), biossido di zolfo (SO2), polveri sottili (PMx), anidride carbonica (CO2) ed acqua. Le emissioni di ossidi di azoto e delle particelle fini sono preponderanti nelle fasi di decollo e salita del ciclo LTO, mentre le emissioni di monossido di carbonio e di COV aumentano quando l’aeromobile avanza a terra.
  • Le emissioni al suolo. Fanno parte di questa grande categoria i gruppi elettrogeni, i gruppi ausiliari di potenza, i compressori, gli elevatori, i nastri per i bagagli, le prove motori, i veicoli di servizio, le centrali di produzione di energia, le dotazioni per lavori, le dotazioni per la manutenzione, lo stoccaggio di carburante e di prodotti chimici (solventi, pitture, prodotti di pulizia interna, prodotti di manutenzione degli spazi verdi) e le zone di contenimento delle acque scure.
  • Il traffico stradale legato alla struttura aeroportuale come i veicoli personali, quelli a noleggio, i taxi, i bus, e le navette.

I contaminanti monitorati in continuo dalla centralina di proprietà di Ente Zona sono stati scelti perché permettono di monitorare in modo rappresentativo il contributo emissivo aeroportuale nell’area di Tessera. Secondo studi relativi alla stima degli inventari di emissione (EMEP, 2007) l’emissione aeroportuale in Europa rappresenta il 2% del totale di CO2 emesso in atmosfera in quanto la maggior parte delle emissioni degli aerei avviene nella parte più alta della troposfera e nella bassa stratosfera. La bassa percentuale è stata riscontrata anche per l’area veneziana (Biancotto, 2007).