MARCO POLO DI VENEZIA

A diversi requisiti deve rispondere un aeroporto che concorre per il livello 3+; innanzitutto è necessario pubblicare una Politica Ambientale aziendale ed oltre alla redazione di un opportuno Carbon Footprint si dovrà dimostrare un continuo miglioramento rispetto ad un anno base prescelto (nel nostro caso è il 2011). In aggiunta dovrà essere implementato un piano di coinvolgimento degli stakeholders e si dovranno neutralizzare le eventuali emissioni residue.

Diverse attività e processi sono stati analizzati. Determinati i confini del sistema, sono stati raccolti i dati dei consumi relativi alle diverse attività energivore presenti nel sedime aeroportuale e questi moltiplicati per un proprio fattore di emissione che trasforma i consumi in quantità di CO2 emessa.

Un aeroporto deve decidere quale unità di misura considerare e la scelta verrà effettuata tra:

  • Unità assoluta: livello di emissioni fisso per anno espresso in tonnellate di CO2;
  • Unità relativa: espressa come emissioni per unità di attività.

La nostra scelta è ricaduta su un’unità relativa e più precisamente si utilizzano i kgCO2/passeggero.

I requisiti per la partecipazione ad Airport Carbon Accreditation vengono verificati con visite e sopralluoghi sul campo. La società di certificazione che ha provveduto ad effettuare tali verifiche è stata la svizzera SGS che ha attestato i progressi compiuti dal Marco Polo di Venezia in termini di controllo e riduzione delle emissioni di gas con effetto serra.

Infine il 18 febbraio 2015 l’aeroporto Marco Polo di Venezia entra a far parte di Airport Carbon Accreditation con il livello 3+ (Neutrality) e continua a mantenere tale livello. L'ente certificatore effettua la visita di sorveglianza ed emette il relativo certificato ogni 2 anni.

A causa dell'emergenza COVID-19, l'Amministratore del Programma ha dettato nuove regole da applicarsi in via eccezionale. Conseguentemente la validità del certificato in vigore viene estesa di un  anno.

Certificato ACA level Neutrality in vigore

Questo è un upgrade per la società perché a febbraio 2014 avevamo ottenuto il livello 2 (reduction).

Di seguito quindi un elenco dei diversi Carbon Footprint verificati nei vari anni dall'Ente Certificatore:

Il programma, obbligatoriamente da maggio 2016, ha adottato la Guida GHG Protocol sullo Scope 2 in base al quale ci sono due metodologie di calcolo per le emissioni: il location method ed il market method. Il primo approccio riflette le emissioni medie di energia elettrica del paese o regione in cui l'aeroporto si trova ed utilizza un fattore medio di emissione specifico della rete elettrica. L'approccio basato sul mercato riflette le emissioni provenienti da fonti e prodotti di energia elettrica che sono stati volutamente scelti e consente l'utilizzo di un fattore di emissione che è direttamente associato al tipo di energia elettrica acquistata (questo quindi risulta utile per rispecchiare l'impegno preso dal Gruppo in favore ad un approvvigionamento di energia elettrica derivante da fonti 100% rinnovabili dal 1° maggio 2016).

Nei grafici seguenti si nota che, dall'anno base considerato, si è verificato un miglioramento dell’indicatore. L’incremento avvenuto negli ultimi anni e che si rispecchia chiaramente attraverso la metodologia di calcolo del market method, è causato dalla messa in esercizio della centrale di trigenerazione e dall'incremento dei volumi riscaldati/raffrescati.

Con l’Amministratore del Programma, si è deciso di riparametrizzare i dati secondo i volumi edificati, per rendere più realistico il confronto tra i diversi anni ma a seguire sono riportati graficamente i dati non affetti da riproporzionamento riguardanti il Marco Polo:

Questo ha portato ad una variazione rispetto all’anno base del -20% con il market based ed una del -14% con la metodologia usata in precedenza.