CAMPI MAGNETICI A BASSA ED ALTA FREQUENZA

 

la maggior parte degli strumenti di uso quotidiano generano un campo elettromagnetico di tipo non ionizzante. Questi campi posso no essere ulteriormente classificati in:

  • E.L.F. - Campi elettromagnetici a bassa frequenza, rientrano principalmente i campi generati dagli elettrodotti e dalle cabine di trasformazione, che emettono ad una frequenza tipica di 50 Hz,
  • R.F. Campi elettromagnetici ad alta frequenza, nel quale rientrano i campi generati dagli impianti radio-TV, di telefonia mobile, per il controllo del traffico aereo ecc.

Questa distinzione è necessaria in quanto le caratteristiche dei campi in prossimità delle sorgenti variano al variare della frequenza di emissione, così come variano i meccanismi di interazione di tali campi con gli esseri viventi e quindi le possibili conseguenze per la salute. Quotidianamente siamo quindi esposti a campi elettromagnetici di tipo non ionizzante classificabili come E.L.F., ricordiamo infatti che la presenza della stessa alimentazione di rete disponibile in ognuna delle nostre case implica l’esistenza di un campo elettrico localizzato nell’immediato intorno della “presa di corrente”; tale campo elettrico persiste anche quando gli elettrodomestici sono collegati mediane la “presa di corrente” ma non avviati. In questo caso il campo elettrico è detto “statico”. Maggiore è la tensione disponibile in rete, più alto è il campo elettrico a una determinata distanza dal conduttore. L’intensità dei campi elettrici è massima vicino a una carica, o a un conduttore carico, e diminuisce rapidamente allontanandosi da questi. I conduttori, come ad esempio i metalli, schermano molto efficacemente i campi elettrici. Altri mezzi, come i materiali da costruzione e gli alberi, hanno una certa capacità di schermatura. Quindi, i campi elettrici prodotti all’esterno da linee ad alta tensione sono attenuati dalle pareti, dagli edifici e dagli alberi. Nel momento in cui si “accende” l’elettrodomestico si genera anche il campo magnetico. A differenza dei campi elettrici, i campi magnetici si producono soltanto quando un apparecchio è acceso e circola della corrente elettrica. Maggiore è la corrente, maggiore è l’intensità del campo magnetico. Come i campi elettrici, anche quelli magnetici sono massimi vicino alla loro sorgente e diminuiscono rapidamente a distanze maggiori. I campi magnetici non vengono bloccati dai materiali comuni, come le pareti degli edifici. Dato che l’alimentazione di rette delle nostre abitazioni genera una corrente alternata con frequenza di 50 Hz, ovvero le correnti invertono il loro verso ad intervalli regolari con una frequenza di 50 cicli al secondo, i campi magnetici che ne derivano sono anch’essi variabili nel tempo. Questa variabilità del campo magnetico nel tempo, genera un campo elettrico anch’esso variabile nel tempo, si da il via a quel fenomeno di mutua sostentazione dei campi che li rende di fatto inscindibili tanto da parlare di campo elettromagnetico. Questo non deve suscitare allarmismi in quanto il campo elettromagnetico decresce rapidamente con la distanza, inoltre la tensione di alimentazione e la relativa corrente che si instaura sono tali per cui i campi che si generano sono di bassa intensità. Nel momento in cui l’uomo viene a contatto con l’ambiente esterno, si espone ai campi magnetici ad alta frequenza R.F. Possiamo vedere la televisione, ascoltare la radio, parlare al cellulare, perché un complesso sistema di impianti di diffusione delle onde radio è in grado di portare i segnali radiofonici e televisivi dai luoghi in cui vengono prodotti alle nostre case e ai nostri cellulari. Le sorgenti più comuni di campi ad alte frequenze sono gli impianti radio TV e quelli di telefonia cellulare. 

Continua la lettura