ESECUZIONE DI MISURE DEI CEM E STRUMENTI DI MISURA

 

Con riferimento alle misure volte alla verifica della conformità degli impianti e delle apparecchiature ai limiti prescritti dalle legislazioni o dalle norme tecniche, la norma CEI 211-7 precisa alcuni aspetti essenziali relativi all’esecuzione di tali misure:

  • Le misure di intensità di campo devono essere effettuate negli spazi accessibili ai soggetti potenzialmente esposti, ma sarebbe auspicabile l’assenza degli stessi soggetti: infatti, i limiti di esposizione sono espressi in termini di campi imperturbati, anche se in realtà i campi talvolta possono essere perturbati dalla presenza di persone nell’area di interesse;
  • Si deve considerare una suddivisione dell’area da caratterizzare in parti omogenee (per esposizione alle sorgenti, per popolazione, ecc.) e all’interno di queste si deve eseguire un numero di misure statisticamente significativo, tale da permettere la determinazione delle distribuzioni temporali e spaziali dei campi; tale numero deve essere scelto sulla base della superficie oggetto di indagine e delle persone stabilmente residenti;
  • I livelli di intensità di campo ottenuti in queste condizioni possono essere confrontati direttamente con i “valori limite” prescritti dalle normative vigenti in materia;
  • Nella stragrande maggioranza dei casi, per le rilevazioni viene utilizzata un antenna di piccole dimensioni rispetto all’altezza media del corpo umano. In tal caso è necessario considerare, per ogni punto di misura, più altezze dal suolo per poter ottenere una media spaziale significativa. Si consiglia di eseguire tre misure, ad altezze standard pari a 1.1m – 1.5m e 1.9m da terra o dal livello dei piedi, se l’area d’interesse è al di sopra del livello del terreno: a tali altezze infatti possono essere esposti gli organi più critici di una persona adulta. Se, per motivi pratici, vengono scelte altezze diverse dai suddetti valori standard, esse devono essere debitamente indicate nella relazione tecnica relativa alle misure eseguite, specificando i motivi di tale scelta. a caratterizzazione dell’area, dopo l’esecuzione delle misure, si ottiene calcolando i parametri statistici più idonei (medie e deviazioni tipo) per valutare la massima esposizione possibile della popolazione, anche in funzione della destinazione d’uso dell’area;
  • Se la sorgente ha condizioni di funzionamento variabili nel tempo, la misura deve essere effettuata preferibilmente in condizioni di emissione massima: ad esempio per le stazioni radio base sarebbe utile conoscere la fascia oraria di massimo traffico in un periodo di 24 ore, ed effettuare quindi la misura nel momento di picco massimo.

Per effettuare misure di esposizione nell’intervallo 10 kHz – 300 GHz, è necessario adottare vari tipi di strumenti di misura, in relazione alla frequenza dei campi elettromagnetici in esame, alle caratteristiche del campo (campo reattivo o campo radiativo, tipo di polarizzazione, tipo di modulazione) ed al numero di sorgenti radianti. La caratterizzazione dell’esposizione umana si basa principalmente sulla misura dell’intensità del campo elettrico e/o magnetico e della densità di potenza, ma possono comprendere anche misure e valutazioni delle correnti indotte nel corpo umano. In molte situazioni espositive, come già sottolineato, non esiste un semplice rapporto matematico tra le intensità di campo elettrico e di campo magnetico, e quindi in tali situazioni ciascuna grandezza deve essere misurata separatamente. È necessario conoscere adeguatamente le caratteristiche degli strumenti di misura, in particolare il tipo di sensore utilizzato, la grandezza misurata ed il principio su cui è basata la misura. Si deve considerare qualsiasi effetto sulla misura, provocato da modulazione, armoniche o energia emessa ad altre frequenze. Gli strumenti per la misura delle emissioni nel campo delle radiofrequenze e delle microonde sono sostanzialmente misuratori diretti dei parametri del campo E o H; lo strumento deve essere scelto dopo analisi delle sue caratteristiche e delle sue limitazioni, rispetto alle sorgenti oggetto dell’indagine. I componenti di base di uno strumento sono:

  • la sonda, costituita dal sensore e dal trasduttore;
  • i cavi di collegamento che trasferiscono il segnale dal trasduttore all’unità di lettura e elaborazione.
  • l’unità di lettura ed elaborazione dati.

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