Unità periferica di acquisizione del dato acustico: la centralina di rilevazione fonometrica

La parte periferica del sistema è costituita dalle quattro centraline di rilevazione fonometrica dislocate sul territorio al fine di monitorare l’intorno aeroportuale definito per mezzo dello studio INM del 2006. Tre centraline di rilevazione fonometrica sono di tipo fisso, ovvero hanno trovato collocazione permanente in siti giudicati idonei a seguito delle analisi sulle rilevazioni acustiche eseguite prima ancora di installare il sistema. Una centralina è di tipo mobile, ovvero è rilocata in punti diversi del territorio considerati comunque sensibili e sui quali è opportuno condurre il monitoraggio. E’ chiaro che i limiti con cui confrontare i valori misurati e calcolati dalle centraline dipendono dall’ubicazione delle stesse. Infatti se la centralina è ubicata internamente all’intorno aeroportuale, i limiti di legge sono relativi alla zonizzazione aeroportuale, sono calcolati in Lva e sono relativi alla fascia di rispetto in cui è posizionata la centralina; viceversa se la centralina è posizionata esternamente all’intorno, i limiti di legge da rispettare sono espressi, oltre che in Lva (<60 dB(A)), anche in LAeq e sono relativi alle zonizzazioni comunali. Operativamente si è proceduto nel modo seguente:

  • Elaborazione studio INM e sovrapposizione dello stesso sulla CTR,
  • Individuazione delle micro zone che si ottengono dall’intersezione delle curve a 60 e 65 dB(A) di Lva restituite dal modello e le SID – STAR pubblicate in AIP,
  • Prima individuazione dei siti sulla base delle condizioni imposte dal territorio,
  • Esecuzione di misure fonometriche nei siti scelti,
  • Validazione dei dati ed eventuale scelta del sito per l’ubicazione definitiva della centralina di rilevazione fonometrica.

La particolare ubicazione dell’infrastruttura aeroportuale comporta che i velivoli in atterraggio volino all’interno di un sentiero di avvicinamento la cui proiezione al suolo interessi esclusivamente la Laguna Veneta mantenendosi quindi a sufficiente distanza dai centri abitati e quindi dai potenziali soggetti recettori. Per tale motivo ed anche per evidenti questioni di natura logistica, le centraline di rilevazione fonometrica sono state tutte collocate oltre la testa 22L/22R e lungo la proiezione al suolo del sentiero di salita iniziale o di avvicinamento finale. Le centraline risultano quindi sensibili alle operazioni di decollo che avvengono lungo la direttrice 04R-22L (Sud-Ovest – Nord-Est) e alle operazioni di atterraggio quando sono eseguite lungo la direttrice 22L-04R (Nord-Est – Sud-Ovest).

Le centraline utilizzate sono composte da un microfono, le cui caratteristiche sono specificate nell’allegato B del DM 31/10/1997 e dall’unità di elaborazione e trasmissione dati le cui caratteristiche sono specificate nel DM 20/05/1999.

La prima fase del processo di riconoscimento dell’evento acustico di probabile origine aeronautica, è svolta all’interno della centralina dal software presente sul computer locale che analizza i dati forniti in tempo reale dal sistema di analisi fonometrica. Ogni centralina in relazione alla posizione che occupa rispetto alla proiezione al suolo dei tracciati di decollo o di atterraggio, alla distanza dalla testata di pista e al clima acustico caratteristico dell’area in cui è situata, è “tarata” per mezzo di due soglie, una temporale e l’altra sonora.

L’evento acustico è individuato analizzando in continuo il livello di pressione sonora. Nel momento in cui quest’ultimo si protrae, per un tempo, misurato in secondi, maggiore di quello fissato per mezzo della soglia temporale, al di sopra di una soglia acustica impostata in dB(A), il software presente sul computer locale “marca” questa variazione di pressione sonora come “Evento di probabile origine aeronautica”. L’algoritmo di riconoscimento utilizza anche una soglia d’isteresi per gestire correttamente oscillazioni del livello nell’intorno del valore di soglia. I parametri che regolano l’algoritmo, sono i seguenti:

  • Valore di soglia minimo differenziato tra diurno, serale e notturno;
  • Durata minima dell’evento differenziata tra diurna, serale e notturna;

Il processo di riconoscimento dell’evento è integrato utilizzando anche le informazioni inerenti l’analisi spettrale in bande di 1/3 di ottava. In presenza di un clima acustico favorevole all'immediata e distinta percezione di un generico evento sonoro, si può affermare che lo spettro del rumore generato da un aeromobile a reazione, nel suo divenire temporale, è caratteristico al punto tale da essere ben distinto da eventi rumorosi di altra natura. Il riconoscimento mediante l’analisi spettrale è effettuato a partire dalla configurazione di uno spettro di riferimento in cui viene impostata un’ampiezza minima per ogni banda di frequenza.